Il Codice IMDG (International Maritime Dangerous Goods Code) è la normativa internazionale di riferimento per il trasporto via mare di merci pericolose in colli. Redatto dall’IMO (Organizzazione Marittima Internazionale) ed emesso in applicazione della Convenzione SOLAS, è obbligatorio dal 2004 per tutte le navi in navigazione internazionale e copre oggi 159 Paesi contraenti.
Il Codice stabilisce le regole per classificare le sostanze pericolose, scegliere gli imballaggi idonei, applicare etichette e marcature, redigere la documentazione di trasporto, separare merci incompatibili (segregazione) e gestire le emergenze a bordo. Viene aggiornato con cadenza biennale per adeguarsi agli emendamenti delle Raccomandazioni ONU e alle evoluzioni tecnologiche del settore.
Attualmente è in vigore il 42° emendamento (42-24), applicabile su base volontaria dal 1° gennaio 2025 e obbligatorio a livello internazionale dal 1° gennaio 2026. L’Italia ne ha anticipato l’adozione al 1° luglio 2025 con il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 18 giugno 2025.
Il trasporto marittimo di merci pericolose si inserisce in un impianto normativo multilivello. Comprenderlo è essenziale per garantire la conformità delle spedizioni e per interfacciarsi correttamente con le autorità portuali.
| Fonte normativa | Funzione |
|---|---|
| Convenzione SOLAS | Disciplina la sicurezza della vita umana in mare. Il Capitolo VII rende obbligatorio il Codice IMDG per il trasporto di merci pericolose in colli. |
| Convenzione MARPOL | Disciplina la prevenzione dell’inquinamento marino. L’Annesso III regola il trasporto di sostanze nocive in colli, rinviando all’IMDG Code per i requisiti tecnici. |
| Codice IMDG | Normativa tecnica operativa che attua le convenzioni SOLAS e MARPOL. Contiene classificazione, imballaggio, etichettatura, documentazione, segregazione, stivaggio e procedure di emergenza. |
| Raccomandazioni ONU | Regolamento Tipo (Orange Book) che armonizza la classificazione e gli standard per tutte le modalità di trasporto. L’IMDG vi fa riferimento per garantire coerenza con ADR, RID e ICAO TI. |
| D.P.R. 134/2005 | Ha reso il Codice IMDG obbligatorio anche per i trasporti di merci pericolose via mare nazionali in Italia. |
| D.M. 481/2010 e D.M. 265/2010 | Regolano le procedure e i metodi di prova per imballaggi marittimi (D.M. 481) e l’elenco delle merci ammesse al trasporto marittimo nazionale (D.M. 265). |
| Capitaneria di porto | Autorità competente delegata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’autorizzazione all’imbarco e il controllo delle merci pericolose nei porti italiani. |
Il Codice IMDG adotta lo stesso sistema di classificazione delle Raccomandazioni ONU, suddividendo le merci pericolose in nove classi di pericolo. Ciascun prodotto è identificato da un numero ONU (UN number) a quattro cifre e classificato in base al pericolo principale e a eventuali pericoli sussidiari.
La classificazione si effettua consultando la Dangerous Goods List (DGL) contenuta nel capitolo 3.2 dell’IMDG Code, dove per ciascun numero ONU sono indicate: la classe, il gruppo di imballaggio (I, II o III), le istruzioni di imballaggio, le disposizioni speciali, i codici di stivaggio e segregazione, e l’eventuale classificazione come marine pollutant (inquinante marino).
| Classe | Denominazione | Esempi tipici via mare |
|---|---|---|
| 1 | Esplosivi | Fuochi d’artificio, munizioni |
| 2 | Gas | Bombole di gas industriali, aerosol, refrigeranti |
| 3 | Liquidi infiammabili | Vernici, solventi, resine, profumi |
| 4.1 / 4.2 / 4.3 | Solidi infiammabili · Accensione spontanea · Reattivi con acqua | Fiammiferi, carbone attivo, leghe di sodio |
| 5.1 / 5.2 | Comburenti e perossidi organici | Fertilizzanti a base di nitrato, perossidi industriali |
| 6.1 / 6.2 | Tossici e infettanti | Pesticidi, campioni diagnostici |
| 7 | Radioattivi | Sorgenti industriali, isotopi medicali |
| 8 | Corrosivi | Acido solforico, soda caustica, batterie con acido |
| 9 | Pericolosi diversi | Batterie al litio, batterie al sodio ionico, veicoli elettrici, amianto, ghiaccio secco |
Il punto di partenza operativo è sempre la Scheda di Sicurezza (SDS/MSDS) del prodotto, in particolare la sezione 14 (Transport Information), che deve fare riferimento alla versione corrente dell’IMDG Code. Dal 1° gennaio 2026, le SDS che riportano ancora il riferimento al 41° emendamento non saranno più valide per le spedizioni marittime.
L’IMDG Code impone l’utilizzo di imballaggi omologati ONU, sottoposti a prove certificate (caduta, tenuta, pressione interna, impilamento). La scelta dell’imballaggio dipende dal numero ONU, dal gruppo di imballaggio e dalle istruzioni di imballaggio (P-codes) indicate nella Dangerous Goods List.
I container e le unità di carico che contengono merci pericolose devono essere segnalati con placche (etichette ingrandite 250 × 250 mm) corrispondenti alla classe di pericolo, apposte sui quattro lati. Per le merci classificate come inquinanti marini, va apposto anche il marchio di marine pollutant sull’unità di trasporto.
Anche se l’imballaggio e l’etichettatura sono formalmente conformi al Codice IMDG, la decisione finale sull’accettazione del carico spetta alla compagnia di navigazione. Alcune compagnie applicano restrizioni aggiuntive su determinati prodotti o richiedono documentazione supplementare. È fondamentale verificare in anticipo le condizioni di accettazione del carrier.
La segregazione è il processo di separazione fisica delle merci pericolose incompatibili a bordo della nave, per prevenire reazioni pericolose in caso di perdita, spandimento o incidente. È una delle specificità più importanti del trasporto marittimo rispetto a quello stradale.
Per determinare i requisiti di segregazione occorre consultare due elementi nel Codice IMDG: la colonna 16b della Dangerous Goods List, che può riportare codici di segregazione specifici per la singola sostanza (cap. 7.2.8), e la tabella generale di segregazione (cap. 7.2.4), che stabilisce le distanze e le separazioni minime tra le diverse classi di pericolo.
| Livello | Termine IMDG | Significato operativo |
|---|---|---|
| 1 | Away from | Le merci non devono essere nello stesso vano o compartimento, salvo deroghe specifiche. |
| 2 | Separated from | Deve esserci almeno un compartimento o una stiva intermedia tra i due gruppi di merci. |
| 3 | Separated by a complete compartment or hold from | Separazione ancora più ampia: almeno un compartimento completo di distanza. |
| 4 | Separated longitudinally by an intervening complete compartment or hold from | Massima separazione: almeno un intero compartimento in senso longitudinale. |
Lo stivaggio (stowage) indica dove le merci devono essere posizionate sulla nave — ad esempio in coperta (on deck), sotto coperta (under deck) o in posizioni con ventilazione adeguata. I codici di stivaggio (SW-codes) sono indicati nella Dangerous Goods List per ciascun numero ONU. Con il 42° emendamento è stato introdotto il nuovo codice SW31 per alcuni liquidi reattivi con l’acqua.
La spedizione di merci pericolose via mare richiede una documentazione specifica, più articolata rispetto a quella del solo trasporto stradale. Il documento cardine è la Multimodal Dangerous Goods Form (nota anche come Dangerous Goods Declaration IMO o DGD).
In Italia, la Capitaneria di porto (Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera) è l’autorità competente delegata per l’autorizzazione all’imbarco di merci pericolose. L’iter prevede la presentazione anticipata della documentazione IMDG alla Capitaneria del porto di imbarco, che verifica la conformità dell’imballaggio, dell’etichettatura, della documentazione e della compatibilità del carico con le altre merci presenti a bordo.
L’autorizzazione viene concessa solo dopo la verifica positiva di tutta la documentazione. Eventuali non conformità — imballaggi danneggiati, documentazione incompleta, etichettature mancanti — comportano il rifiuto dell’imbarco e ritardi significativi nella spedizione.
Presentare la documentazione alla Capitaneria con il massimo anticipo possibile e verificare preventivamente con la compagnia di navigazione le eventuali restrizioni specifiche del carrier. Un errore nella documentazione può significare giorni di ritardo: affidarsi a uno spedizioniere esperto in merci pericolose riduce significativamente questo rischio.
Il Codice IMDG, in applicazione dell’Annesso III della Convenzione MARPOL, individua una categoria trasversale di sostanze classificate come inquinanti marini. Una sostanza è considerata inquinante marino quando, in caso di sversamento in acqua, può causare danni significativi all’ecosistema marino.
Le merci classificate come marine pollutant sono contrassegnate nella Dangerous Goods List (colonna 4) con la lettera “P” e richiedono obblighi aggiuntivi rispetto alle merci pericolose non inquinanti: il marchio specifico di inquinante marino sui colli e sull’unità di trasporto, e la menzione “MARINE POLLUTANT” nel documento di trasporto.
Con il 42° emendamento, la Disposizione Speciale SP375 ha chiarito che i colli contenenti meno di 5 kg o 5 litri di sostanze classificate come UN 3077 o UN 3082 possono essere esentati dalle prescrizioni IMDG relative alla caratteristica di inquinante marino, riducendo gli obblighi di marcatura e documentazione per le piccole quantità.
Il 42° emendamento (42-24) al Codice IMDG, adottato con Risoluzione MSC.556(108) del 23 maggio 2024, è obbligatorio a livello internazionale dal 1° gennaio 2026. Sostituisce integralmente l’edizione precedente (41-22). In Italia è stato anticipato al 1° luglio 2025 con Decreto MIT del 18 giugno 2025 (G.U. del 26 giugno 2025). L’emendamento resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027.
Il 42° emendamento introduce oltre 300 modifiche. Ecco le più rilevanti per gli operatori.
Sono stati introdotti nuovi numeri ONU per le batterie al sodio ionico (UN 3551 e 3552) e per i veicoli alimentati da batterie di varia tipologia, che non devono più essere trasportati con il generico UN 3171. I criteri di classificazione, imballaggio e segregazione per le batterie al litio sono stati aggiornati, con disposizioni più rigorose per i rifiuti contenenti batterie usate o danneggiate.
Carbone, carbon black e prodotti derivati non possono più essere esentati dal Codice IMDG e richiedono ora istruzioni specifiche di trattamento (stagionatura/weathering), trasporto e imballaggio. Questa modifica risponde a diversi incidenti di autocombustione verificatisi su navi portacontainer.
La Guida EmS (Procedure di emergenza per navi che trasportano merci pericolose) è stata aggiornata con la circolare MSC.1/Circ.1588/Rev.3, che sostituisce la revisione precedente e tiene conto delle nuove classificazioni e dei nuovi scenari di rischio introdotti dal 42° emendamento.
Quando una merce pericolosa viaggia su strada fino al porto e poi via mare (la combinazione più frequente), occorre rispettare entrambi i regolamenti. Sebbene IMDG e ADR derivino dalle stesse Raccomandazioni ONU e condividano classi, numeri ONU e imballaggi, le regole IMDG sono generalmente più restrittive. Ecco le principali differenze.
| Aspetto | ADR (strada) | IMDG (mare) |
|---|---|---|
| Segregazione | Divieti di carico in comune (relativamente semplici) | Sistema a 4 livelli basato su distanze fisiche, più complesso e restrittivo |
| Inquinante marino | Menzione nel documento di trasporto | Marchio specifico su colli e container + menzione nel documento |
| Documento di trasporto | Documento di trasporto ADR | Multimodal Dangerous Goods Form + Container Packing Certificate |
| Stivaggio | Non previsto (il carico è sul veicolo) | Codici SW specifici: in coperta, sotto coperta, ventilazione, lontano da fonti di calore |
| Esenzioni per piccole quantità | LQ, EQ, regola dei 1 000 punti | LQ e EQ previste anche dall’IMDG, ma con alcune differenze nei limiti. Nessun equivalente della regola dei 1 000 punti |
| Autorità competente | Controllo su strada (MIT, Polizia) | Capitaneria di porto per l’autorizzazione all’imbarco |
Per le spedizioni intermodali strada + mare, le merci pericolose devono essere conformi alle prescrizioni del regolamento più restrittivo coinvolto. Nella grande maggioranza dei casi, è l’IMDG Code a imporre i requisiti più severi: pertanto, è consigliabile preparare l’intera spedizione secondo le prescrizioni IMDG fin dall’origine.
Per i trasporti nazionali via mare con durata inferiore a 2 ore e 30 minuti su navi traghetto, è possibile applicare il regolamento ADR anziché il Codice IMDG, a condizione che la merce sia imballata in conformità all’ADR. Oltre questo limite temporale, si applica integralmente l’IMDG Code.
Il trasporto via mare di merci pericolose è tra i più complessi dal punto di vista normativo: segregazione, approvazione della Capitaneria, requisiti specifici del carrier, documentazione multimodale. In Brighenti ci occupiamo di ogni fase, garantendo spedizioni conformi e senza imprevisti.
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Il Codice IMDG (International Maritime Dangerous Goods Code) è la normativa internazionale che disciplina il trasporto via mare di merci pericolose in colli. Emesso dall’IMO in applicazione della Convenzione SOLAS, è obbligatorio per tutte le navi in navigazione internazionale dal 2004 e per i trasporti nazionali in Italia dal 2005 (D.P.R. 134/2005). Viene aggiornato con cadenza biennale.
Dal 1° gennaio 2026 è obbligatorio a livello internazionale il 42° emendamento (42-24), adottato con Risoluzione MSC.556(108) del 23 maggio 2024. L’Italia lo ha anticipato al 1° luglio 2025 con Decreto MIT del 18 giugno 2025. L’emendamento resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027.
I documenti principali sono: la Multimodal Dangerous Goods Form (Dangerous Goods Declaration IMO), il Container/Vehicle Packing Certificate, la Scheda di Sicurezza (SDS) con riferimento alla versione IMDG in vigore e, per le spedizioni intermodali, il documento di trasporto ADR per la tratta stradale. Possono essere richiesti anche certificati di esenzione e documentazione aggiuntiva dal carrier o dalla Capitaneria di porto.
La segregazione è la separazione fisica obbligatoria tra merci pericolose incompatibili a bordo della nave. Il Codice IMDG prevede quattro livelli di separazione crescente, dalla semplice distanza (away from) fino alla separazione longitudinale per compartimento intero. I requisiti si determinano consultando la tabella di segregazione (cap. 7.2.4) e i codici specifici nella Dangerous Goods List.
L’ADR disciplina il trasporto su strada, l’IMDG quello marittimo. Entrambi derivano dalle Raccomandazioni ONU ma l’IMDG è generalmente più restrittivo, soprattutto per segregazione, stivaggio, segnalazione degli inquinanti marini e documentazione (richiede la Multimodal DG Form e il Container Packing Certificate). Per le spedizioni intermodali strada + mare, la merce deve essere conforme a entrambi i regolamenti.
Sono sostanze che, in caso di sversamento in mare, possono causare danni significativi all’ecosistema marino. Sono identificate nella Dangerous Goods List con la lettera “P” e richiedono il marchio specifico sui colli e sulle unità di trasporto, più la menzione “MARINE POLLUTANT” nel documento di trasporto. Con il 42° emendamento, i colli sotto i 5 kg/5 L di UN 3077 o 3082 possono essere esentati da questi obblighi aggiuntivi.
In Italia la Capitaneria di porto è l’autorità competente delegata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’autorizzazione all’imbarco di merci pericolose. Verifica la conformità della documentazione, dell’imballaggio, dell’etichettatura e della compatibilità del carico. Senza la sua approvazione, l’imbarco non può avvenire.
Le principali novità del 42° emendamento (42-24) includono: nuovi numeri ONU per batterie al sodio ionico e veicoli elettrici, requisiti più rigorosi per prodotti a base di carbonio, obbligo di indicare pericoli principali e sussidiari nei piani di stivaggio, chiarimento delle esenzioni per inquinanti marini sotto 5 kg/5 L, reclassificazione di alcune sostanze, e aggiornamento delle procedure di emergenza (Guida EmS). L’emendamento è obbligatorio a livello internazionale dal 1° gennaio 2026.
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